Dopo EXPO?
Home » News » Dopo EXPO?

30 Settembre 2015

Dopo EXPO?

Sicuramente è un problema. E, per paradosso, molti sono convinti che avere revocato l’incarico agli advisor spiani ora la strada verso la definizione del dopo Expo. Ma vale la pena fare un passo indietro per capire  quali siano ancora i tanti nodi da districare per decidere il destino dell’oltre milione e di metri quadrati che oggi ospitano l’esposizione universale.

L’errore venne fatto a monte, quando si pensò all’Expo senza progettare la destinazione futura di terreni che nel frattempo sono stati bonificati, infrastrutturati, collegati a treni, mezzi pubblici locali e autostrade. Per recuperare, la società proprietaria dei terreni  aveva garantito che non si sarebbe perso tempo e che avrebbe chiesto alle Università milanesi di studiare uno sviluppo possibile. A febbraio, non era ancora stato fatto niente, diverse proposte ma solo proposte senza tenere conto che le prospettive si stavano perdendo. Il campus universitario convince, sia perché è più attinente al team della alimentazione (le facoltà da trasferire sono quelle scientifiche, da agraria a biologia, insomma), perché, si crede che dove si portano i giovani si porta vita. Il primo intoppo è però burocratico: e l’idea viene  bocciata. A Marzo si decide di indire un bando, puntando su altri advisor ma, siamo ancora fermi al bando. Nel frattempo è entrato in gioco anche il governo, con la revoca di tutti gli advsor  e  nella prima settimana di ottobre si dovrebbe prendere una decisione per potere arrivare alla chiusura di Expo dicendo a Milano, all’Italia e al mondo: «Ecco come trasformeremo questo enorme spazio». Ma sul tema della governance è impossibile non ricordare che si erano persi quasi tre anni per la società Expo. Aspettiamo Ottobre!